Wonety per l’economia circolare

Economia circolare”… Sicuramente a tutti sarà capitato almeno una volta di sentire o venire a contatto con questo termine. Ma cosa si intende precisamente? In questo articolo esploreremo fino in fondo questo concetto, descriveremo la situazione di circolarità economica a livello globale e spiegheremo perché questa modalità di gestione delle risorse mondiali è importantissima per noi di Wonety.

Pronti? Cominciamo!

L’economia lineare, quella più in voga finora, si basa su un principio che va dall’estrazione delle materie prime, alla produzione dei beni, al loro uso e questo termina con la produzione di rifiuti. A volte ci si riferisce a questo modello lineare con l’espressione: “take, make, use, dispose” (prendi, produci, usa e getta). Come appare ovvio quindi, con questo modello si ottiene come risultato un elevato sfruttamento delle risorse del nostro pianeta, donandogli in cambio esclusivamente tonnellate di scarti.

Al contrario, l’economia circolare è un modello di produzione e consumo di beni che punta a ridurre al minimo gli sprechi di questi ultimi per mezzo della reintegrazione (quantomeno parziale) di materiali e risorse.

Come vedremo tra un attimo, questo approccio non solo riduce l’impatto ambientale, ma promuove un’economia più sostenibile, equa e potenzialmente resiliente nel lungo periodo.

Economia circolare nel presente: la situazione globale

Con il crescere dell’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito in merito ai temi di riciclo, riduzione della produzione di rifiuti e transizione verso modelli produttivi più eco-sostenibili, ci si potrebbe aspettare un impatto positivo sulla circolarità a livello globale. Sorprendentemente, però, sta accadendo l’opposto: il riutilizzo dei materiali a livello globale è in diminuzione! Secondo il rapporto “The Circularity Gap Report 2024”[1] della Circle Economy Foundation dell’UE, la percentuale di materiali reinseriti nell’economia è scesa dal 9,1% del 2018 al 7,2% nel 2023. Questo avviene nonostante le numerose discussioni e iniziative legate all’economia circolare, ed è un segno che per quanto riguarda il disegno di economia circolare la distanza tra teoria e pratica è ancora ampia. Contemporaneamente, il consumo globale di materie prime è in aumento, superando i 500 miliardi di tonnellate negli ultimi sei anni. Tale incremento mette sotto pressione le risorse naturali con ovvie conseguenze negative sul clima e sugli ecosistemi.

Classificazione dei Paesi mondiali e relative soluzioni per migliorare la circolarità globale

In una società economicamente globalizzata come quella attuale, è evidente che per realizzare una vera transizione globale verso un modello di economia circolare sia fondamentale considerare le differenze nelle condizioni economiche dei vari Paesi. Ogni nazione, a prescindere dal livello di sviluppo economico, ha un ruolo cruciale nella transizione verso la sostenibilità, ma le soluzioni devono essere adattate ai diversi contesti socio-economici per essere efficaci.
A questo proposito, il rapporto della Circle Economy Foundation propone una classificazione di tutti i Paesi del mondo in tre categorie principali, sulla base del loro consumo di materiali e livello di sviluppo: Build (paesi a basso reddito, da costruire), Grow (paesi in via di sviluppo) e Shift (economie evolute, da cambiare). Questa classificazione intende tener conto delle grandi disparità economiche esistenti attualmente a livello globale per adeguare la tipologia di azioni che si dovrebbero intraprendere in ciascuna diversa tipologia di Paesi:

  • Paesi Build: sono caratterizzati da un basso consumo di materie prime e un basso Indice di Sviluppo Umano (ISU). Esempi di Paesi appartenenti a questa categoria sono: Bangladesh, Etiopia, Nigeria, Pakistan ed altri. Sebbene la popolazione all’interno di questi Paesi rappresenti quasi il 50% della popolazione mondiale, essi consumano solo il 13% della material footprint globale (ovvero la quantità totale di materie prime includendo biomassa, combustibili fossili, minerali metallici e non metallici). Inoltre, questi Paesi contribuiscono solo per il 17% delle emissioni di gas serra globali.
  • Paesi Grow: sono caratterizzati da livelli di sviluppo e consumi in forte crescita. Esempi appartenenti a questa categoria sono: Cina, Indonesia, Brasile, Messico, Vietnam, Myanmar ed Egitto. Questi Paesi sono responsabili per il 55% dell’estrazione globale di materie prime e per il 41% delle emissioni. Inoltre, essi rappresentano il 52% della material footprint mondiale.
  • Paesi Shift: sono i Paesi altamente sviluppati con alti livelli di consumo di materiali come: Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Canada, Argentina e gli stati membri dell’UE. Essi consumano oltre un terzo (35%) delle materie prime globali, pur rappresentando circa un quarto della popolazione mondiale. Essi hanno il consumo pro capite di combustibili fossili maggiore tra tutti i profili di Paesi e generano il 43% delle emissioni globali.

Le strategie da intraprendere per migliorare la transizione verso il modello di consumo circolare devono dunque essere adattate alle specifiche condizioni economiche e sociali. In particolare:

  • Nei Paesi Build è fondamentale aumentare il consumo di materie prime in modo sostenibile, per soddisfare le necessità di base della popolazione e migliorare il tenore di vita. Alcune soluzioni in questi Paesi potrebbero dunque includere la promozione dell’agricoltura rigenerativa ed il miglioramento dell’accesso a tecnologie innovative e sostenibili.
  • Nei Paesi Grow,al contrario,la sfida è evitare che il miglioramento della qualità della vita si traduca in un aumento eccessivo di sfruttamento delle risorse. Le soluzioni circolari includono l’adozione di strategie green nel settore manifatturiero e l’efficienza nell’uso delle risorse, come ad esempio nel settore di un’edilizia più eco-sostenibile.
  • Nei Paesi Shift infine, le soluzioni circolari da adottare dovrebbero essere più drastiche per ridurre l’impatto che questi Paesi hanno attualmente su tutto il mondo. Dovrebbe innanzitutto essere ridotto il consumo dei materiali vergini ed incentivando l’uso di materiali secondari e l’economia del riuso, insieme a riforme mirate del settore agroalimentare e politiche fiscali e incentivi che promuovano la circolarità.

Cosa prevediamo dunque?

Dunque, dall’analisi dei dati, la situazione appare tristemente chiara: se il trend attuale dovesse continuare senza un cambio di paradigma, ci troveremmo di fronte a un aumento progressivo dell’esaurimento delle risorse naturali e del degrado ambientale. Tuttavia, l’adozione di soluzioni circolari come la riduzione degli sprechi, la promozione del riuso e del riciclo, e l’implementazione di nuove tecnologie per il recupero delle materie prime, permetterebbe sicuramente di attenuare il problema.
Wonety concorda le 12 soluzioni circolari proposte nel Circularity Gap Report 2024 della Circle Economy Foundation dell’UE, che includono azioni per ottimizzare l’uso delle risorse e ridurre l’impatto ambientale, mirate a tre sistemi chiave: sistema alimentare, ambiente costruito e beni manifatturati:

  1. Agricoltura rigenerativa: Promuovere pratiche agricole che rigenerano gli ecosistemi e sequestrano carbonio.
  2. Alimentazione sana e sostenibile: Favorire alimenti a basso impatto ambientale, riducendo il consumo di carne e derivati.
  3. Prodotti locali e stagionali: Preferire la produzione e il consumo di alimenti locali, stagionali e biologici.
  4. Riduzione degli sprechi alimentari: Eliminare gli sprechi lungo tutta la filiera alimentare.
  5. Ottimizzazione dell’uso dei materiali esistenti: Riusare, ristrutturare e rinnovare edifici e infrastrutture già esistenti.
  6. Utilizzo di materiali secondari: Incentivare il riciclo e l’uso di materiali derivanti da demolizioni o scarti industriali.
  7. Materiali circolari: Preferire materiali rinnovabili, come legno e prodotti locali, invece di cemento e acciaio.
  8. Efficienza energetica: Progettare edifici energeticamente efficienti e ridurre il consumo durante l’intero ciclo di vita.
  9. Simbiotica industriale: Favorire collaborazioni tra industrie per ridurre gli scarti e migliorare l’efficienza dei processi.
  10. Escludere il fast fashion: Privilegiare l’abbigliamento di alta qualità e durevole, riducendo l’acquisto di nuovi capi.
  11. Acquistare solo ciò che serve: Ridurre il consumo di beni elettronici e altri prodotti al necessario.
  12. Estendere la vita dei beni: Allungare la durata di vita di macchinari e apparecchiature attraverso la manutenzione e il riuso  .

Le proposte di Wonety per migliorare la circolarità dei modelli

All’interno della community Wonety, crediamo fortemente che un approccio partecipativo di tutti sia la chiave per accelerare la transizione verso una forma circolare di economia. Per questo, sosteniamo e promuoviamo le PMI che si concentrano sulla creazione di nuovi modelli di business basati sulla circolarità e sostenibilità, nonché su tecnologie green innovative. Nelle nostre soluzioni, offriamo modelli di produzione che mirano sempre a minimizzare gli sprechi di materia ed energia e crediamo che una cultura di comunità possa rappresentare il centro per la promozione e sempre più ampia sensibilizzazione verso la cultura della sostenibilità.

Adottare azioni mirate alla circolarità produttiva porta ad una riduzione significativa della dipendenza dalle risorse naturali, una gestione più efficiente dei rifiuti e la creazione di nuove opportunità economiche. Inoltre, potrebbe migliorare la qualità della vita, garantendo un benessere più diffuso e sostenibile nel nostro pianeta.

Wonety è il punto di incontro tra gli operatori che possono proporre al mercato soluzioni innovative ed efficaci per la riduzione dei consumi e gli utenti che desiderano diventare sostenibili ed ecologici.

Che tu sia un operatore, o un utente che desidera tutelare il pianeta come noi, entra in Wonety e diventa subito protagonista di una transizione verso un modello produttivo e di consumo migliore e più sostenibile!

ELENCO DELLE FONTI
[1]https://reports.circularity-gap.world/cgr-global-2024-37b5f198/CGR+Global+2024+-+Report.pdf

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