La mobilità elettrica è considerata il futuro del trasporto sostenibile, ma molte persone si sentono ancora scettiche sull’uso e acquisto di questi veicoli. A volte, questo avviene a causa di una serie di preoccupazioni legate ai costi iniziali, per la scarsa familiarità con le nuove modalità di ricarica o per la percezione di un’insufficiente maturità tecnologica nelle batterie. Questi timori a volte frenano molti potenziali acquirenti. Analizziamo insieme i principali aspetti per sfatare i falsi miti e guardare con fiducia a questa transizione.
Autonomia, tempi di ricarica e infrastrutture: analizziamo criticamente la situazione in Italia
Da un punto di vista di utilizzo pratico, il primo fattore da considerare sulla scelta di un veicolo elettrico a batteria, è la differenza nelle tempistiche e modalità di rifornimento rispetto ai veicoli a combustibile. Analizziamo dunque subito i tre punti: autonomia, tempi di ricarica ed infrastrutture di ricarica attualmente disponibili in Italia per comprendere meglio queste differenze e come ci si possa semplicemente adattare passando dal classico rifornimento alla ricarica elettrica della batteria.
1. Autonomia
L’autonomia delle auto elettriche può variare tra i 250-300 km e i 600 km come linea generale[1].
Tuttavia, è importante rimarcare che per tutti gli automobilisti, un fattore fondamentale da considerare sono le condizioni nelle quali l’autonomia viene misurata: un test condotto da InsideEVs su 11 modelli di punta ha evidenziato differenze significative tra i dati dichiarati dal ciclo di controllo armonizzato a livello mondiale per veicoli commerciali leggeri (noto anche con la sigla WLTP) e quelli misurati su strada usando come terreno di prova il Grande Raccordo Anulare (percorso di 68 km). Le autonomie reali misurate in questo test sono risultate differire di percentuali tra il 16 ed il 40% in termini assoluti rispetto ai dati del ciclo WLTP dichiarati dai costruttori.
Questo evidenza l’importanza di verificare le performance in condizioni reali prima dell’acquisto, distinguendo l’autonomia WLTP e l’autonomia reale (quella che viene indicata sul cruscotto dell’auto a batteria completamente carica).
L’autonomia reale inoltre varia anche in base alla modalità di guida (per esempio in autostrada i consumi di tutte le auto incrementano del 20-30% a causa della velocità) e della temperatura (in particolare in inverno, l’autonomia reale diminuisce del 20-25%).
Infine le batterie subiscono un normale degrado chimico per invecchiamento dei materiali, sia dovuto al semplice passare del tempo, sia in base al numero di cicli effettuati e alle reali condizioni di utilizzo della batteria (velocità e temperatura di ricarica e profondità di scarica). Si può considerare che la batteria perda, per degrado per anzianità, circa il 10% della sua capacità ogni 3-400.000km (per auto con batteria da 50kWh)
2. Tempi di ricarica
Il tempo di ricarica della batteria dell’auto dipende chiaramente dalla capacità totale della batteria e dalla potenza del dispositivo utilizzato per la ricarica. Questo rende molto variabile il tempo totale che può andare da anche meno di un’ora fino a diverse ore per le ricariche più lunghe a seconda del metodo di ricarica utilizzato.
Per fare un esempio, ti mostriamo qui sotto i risultati di un test di ricarica partendo da batteria totalmente scarica condotto sulla vettura Fiat 500e, con batteria da 38 kWh:

Test di ricarica su Fiat 500e (batteria da 38 kWh totalmente scarica) Fonte[2]
Ciò che è importante da sapere, è che quasi mai la batteria viene ricaricata completamente, in quanto la ricarica nelle fasi conclusive avviene a potenza ridotta (soprattutto nel caso di ricarica ad alta potenza), e neppure viene scaricata completamente: è infatti bene prevedere la ricarica della batteria quando l’autonomia residua è del 10-20% e ricaricarla fino al 90%.
3. Infrastrutture
Al 30 settembre 2024, l’Italia conta 60.339 punti di ricarica[3].

Fig. X – Andamento delle infrastrutture di ricarica nel tempo (fonte EAFO)
L’80% delle colonnine funziona in corrente alternata (AC, fino a 49 kW) e il 20% in corrente continua (DC, oltre 50 kW). Dal punto di vista geografico, il Nord Italia si distingue per una maggiore diffusione delle infrastrutture, con il 58% delle installazioni totali, seguito dal Centro con il 20% e dal Sud e Isole con il 22%. La Lombardia si conferma la regione più virtuosa, con ben 11.687 punti di ricarica, seguita da Lazio (6.217), Piemonte (6.035), Veneto (5.690) ed Emilia-Romagna (4.946).
Un dato molto interessante sono i segnali di progresso della rete autostradale: sono presenti 1.057 stalli di ricarica in circa il 42% delle aree di servizio, un dato che testimonia l’impegno crescente nel facilitare i viaggi a lunga percorrenza per i possessori di veicoli elettrici.
L’efficienza dell’auto elettrica: i vantaggi partono dalla tecnologia
Da un punto di vista tecnologico, un dato molto importante da considerare è che le auto elettriche hanno un’efficienza energetica molto più elevata rispetto ai veicoli a combustione interna. Nelle auto elettriche, infatti, la totalità dell’energia contenuta nella batteria viene trasferita al motore, e questo rende questi veicoli molto più efficienti rispetto a quelli basati sulla combustione di un carburante.
Lo vediamo facendo un confronto diretto tra i km percorsi con un kWh elettrico e 1 kWh combustibile. Nel primo caso si percorrono 6-7km/kWh elettrico, mentre nel secondo caso con un’auto tradizionale a benzina o a gasolio se ne percorrono da 1,5 a 2,5 km/kWh.
L’auto elettrica è davvero più costosa? Esaminiamo il Total Cost of Ownership (TCO)
In definitiva, quanto conviene acquistare le auto elettriche rispetto ai veicoli a combustione? Uno degli strumenti migliori per valutare i costi complessivi di un’auto è il Total Cost of Ownership (TCO). Questo valutare la convenienza dell’investimento tenendo conto sia dei costi iniziali (CAPEX) che di quelli operativi durante la vita utile (OPEX). Come mostrato nel rapporto “Decarbonizzare i trasporti” pubblicato nell’Aprile 2022[4], in Italia, considerando una percorrenza di 15.000 km/anno ed una vita del veicolo di 10 anni, i veicoli elettrici mostrano TCO paragonabili o persino inferiori rispetto ai veicoli tradizionali, specialmente se la ricarica avviene prevalentemente in casa (80%). I costi dipendono anche dai prezzi dell’energia: a questo proposito, in scenari con prezzi elevati (0,25 €/kWh per l’elettricità domestica), l’auto elettrica rimane competitiva, a differenza dei veicoli a idrogeno che risultano più costosi del 60-80% rispetto ai veicoli a combustione.

Total cost of ownership per veicoli passeggeri in base alla tipologia di alimentazione
2020. BEV = veicolo a batteria; FCEV: veicolo a idrogeno con cella a combustibile Fonte[4]
Impatto ambientale a confronto: quanto aiuto l’ambiente con la mia auto elettrica?
In aggiunta alle questioni legate al costo, le auto elettriche devono assicurare effettive riduzioni di emissioni di gas serra. A questo scopo, uno dei metodi più utilizzati consiste nell’analisi del ciclo di vita (Life-Cycle Assessment, LCA). La valutazione più completa comprende tutte le emissioni “dalla culla alla tomba”, ovvero, considerando tutti gli effetti a partire dall’estrazione dei materiali fino al trattamento al termine della vita utile. Secondo uno studio[5] i veicoli elettrici permettono di ridurre le emissioni di CO2 del 37% rispetto ad un veicolo a combustione, anche quando si tenga conto delle maggiori emissioni che derivano dalla loro produzione (60 contro 33 grammi di CO2 equivalente per km).
Per concludere, l’auto elettrica si conferma una soluzione sempre più sostenibile e vantaggiosa, sia dal punto di vista economico che ambientale. Sebbene molti presentino delle paure iniziali verso questi veicoli, queste spesso derivano spesso dalla resistenza a cambiare abitudini consolidate con le automobili a combustibile o dall’idea -anche erronea- di dover affrontare un investimento iniziale importante. Tuttavia, con una pianificazione adeguata, incentivi mirati e una maggiore consapevolezza dei benefici a lungo termine, la mobilità elettrica può diventare un alleato strategico per ridurre le emissioni e promuovere uno stile di vita più green.
Ora è il momento di agire: informarsi, sperimentare ed investire nella mobilità decarbonizzata e conveniente!
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Elenco delle fonti:
[1] https://insideevs.it/features/358169/tempo-per-caricare-auto-elettrica/
[3] https://insideevs.it/news/466776/quante-colonnine-auto-elettriche-italia-report-motuse/
[4] https://www.ripartelitalia.it/wp-content/uploads/2022/04/STEMI_Decarbonizzare-i-trasporti.pdf
[5] https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2452321618301690


