Prestazioni energetiche degli edifici_ tutte le novità all’orizzonte con la Direttiva EPBD

Prestazioni energetiche degli edifici: tutte le novità all’orizzonte con la Direttiva EPBD

Il settore edilizio e residenziale rappresenta un grosso fattore d’impatto sui consumi energetici e sulle emissioni di gas serra globali.

Per questa motivazione, le più recenti direttive europee si sono mosse per incentivare la ristrutturazione e la costruzione di nuovi edifici più tecnologici ed efficienti da un punto di vista energetico. L’obiettivo è quello di rendere tutto il settore edilizio neutro da un punto di vista di emissioni di carbonio entro il 2050, e per raggiungere questo obiettivo è necessario adottare rapidamente importanti misure circa la costruzione di tutti gli edifici.

In questo articolo, presentiamo le più recenti normative europee in ambito edile per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. In particolare, ci concentriamo sulla più recente di queste direttive, descrivendo tutte le novità che comporta a livello di ristrutturazione di edifici già esistenti, costruzione di nuovi edifici e metodi di valutazione delle performance energetiche degli immobili.

Iniziamo!

Il problema degli edifici in Europa e le Direttive EPBD

Come anche descritto sulla pagina UE dedicata al tema dell’efficienza energetica[1], circa il 40% dell’energia consumata e oltre un terzo delle emissioni di gas serra legate all’energia nell’UE proviene dagli edifici. Appare dunque fondamentale intervenire sull’efficienza energetica degli edifici per risparmiare sui consumi, ridurre le bollette per i cittadini e le piccole imprese e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione europei, che prevedono il raggiungimento della totale neutralità netta delle emissioni entro il 2050.

In questo contesto, le Direttive sulla Prestazione Energetica degli Edifici (o Energy Performance of Buildings Directive, EPBD) sono state una serie di normative dell’Unione Europea volte a migliorare l’efficienza energetica del settore edilizio, contribuendo agli obiettivi climatici ed energetici dell’UE. L’ultima di queste direttive, la EPBD IV[2], anche detta Direttiva “Casa Green” è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea l’8 maggio 2024.

Questa Direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 29 maggio 2026, ed essi dovranno creare un piano nazionale per la ristrutturazione degli edifici compatibile con gli obiettivi di decarbonizzazione imposti. Dunque, possiamo concludere che questa Direttiva costituirà la principale linea guida alla quale riferirsi per le ristrutturazioni volte al miglioramento dell’efficienza energetica nel breve futuro.

Vediamo dunque quali sono gli obiettivi concretamente imposti da questa Direttiva e le principali innovazioni che potrebbe portare in campo edilizio[3].

La normativa EPDB IV e gli obiettivi per edifici residenziali e non residenziali

L’obiettivo europeo più a breve termine nel campo edilizio consiste nel ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 60% entro il 2030. A tale scopo, la Direttiva EPBD IV individua piani diversi per gli edifici residenziali e quelli non residenziali.

Per gli edifici residenziali, si dovrà ridurre il consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Inoltre, le misure e i piani decisi a livello nazionale dovranno garantire che almeno il 55% della riduzione del consumo medio di energia primaria sia ottenuto attraverso la ristrutturazione degli edifici con le peggiori prestazioni.

Riguardo invece gli edifici non residenziali, la Direttiva EPBD IV prevede l’introduzione graduale di standard minimi di prestazione energetica per rinnovare il 16% degli edifici con le peggiori prestazioni entro il 2030 e del 26% di essi entro il 2033.

La Direttiva per i nuovi edifici: zero emissioni, fonti rinnovabili e stazioni di ricarica

La Direttiva EPBD IV introduce indicazioni importanti anche per i nuovi edifici. Nello specifico, a partire dal 1 gennaio 2028 per gli edifici pubblici e dal 1 gennaio 2030 per tutti gli altri edifici, dovrà essere adottato come standard costruttivo quello degli edifici con zero emissioni in loco da combustibili fossili, così come definito all’interno della Direttiva stessa[4]. Si tratta dunque di una vera e propria svolta nel modo di pensare alle costruzioni che è in questo momento all’orizzonte. Dedicheremo degli articoli focalizzati su questo tema molto importante in futuro, quindi, non dimenticarti di continuare a seguirci!

Per raggiungere la neutralità delle emissioni degli edifici, oltre a sostenere l’eliminazione dell’uso di combustibili fossili, la Direttiva EPBD IV introduce importanti indicazioni a supporto della produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici. Innanzitutto, la Direttiva introduce come requisito specifico per tutti i nuovi edifici che essi debbano essere “pronti per l’energia solare”, ossia devono ospitare predisposizioni per impianti fotovoltaici o solari termici sul tetto, in modo che possano essere installati in una fase successiva senza costosi interventi strutturali.

Inoltre, si indica chiaramente come negli edifici a emissioni zero, la totalità del consumo totale annuo di energia primaria dovrà essere coperto da energia rinnovabile, che può essere generata in loco, o nelle vicinanze, o da una comunità di energia rinnovabile, nonché da energia proveniente da un sistema di teleriscaldamento e raffreddamento o da energia proveniente da altre fonti prive di carbonio, in base a quanto tecnicamente ed economicamente effettuabile.

Infine, la Direttiva EPBD IV si propone di accompagnare il previsto aumento dell’utilizzo di veicoli elettrici sulle strade dell’UE, richiedendo di semplificare e le procedure e di rimuovere gli ostacoli all’installazione di punti di ricarica. Inoltre, la Direttiva supporta l’installazione di stazioni ricarica domestica intelligente: si tratta di una tecnologia attraverso la quale le auto possono essere caricate quando l’energia rinnovabile è abbondante (facilitando dunque l’integrazione con la produzione in loco di energia rinnovabile) o i prezzi dell’energia più bassi.

Le novità della classificazione energetica degli edifici: i nuovi moduli APE

Ma il tema centrale della Direttiva EPBD IV è l’innovazione nella metodologia di analisi delle caratteristiche energetiche degli edifici. Attualmente, gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) sono lo strumento utilizzato per valutare le prestazioni degli edifici. Si tratta di documenti redatti da tecnici abilitati, necessari in caso di compravendita o ristrutturazione dell’immobile che certificano l’efficienza energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare.

La Direttiva EPBD IV prevede misure per rendere gli APE non solo più chiari e affidabili, ma soprattutto per basarli su un modello comune a tutti i 27 Stati membri dell’UE. I nuovi attestati saranno anch’essi necessari in caso di costruzione, ristrutturazione profonda o rinnovamento del locatario dell’immobile, nonché per tutti gli edifici pubblici.

Nella figura sotto ti mostriamo i principali indicatori obbligatori per i nuovi APE, come definiti dalla Direttiva stessa[2]. Oltre i parametri obbligatori, la Direttiva prevede per i nuovi attestati altre indicazioni volontarie che includono la presenza di sensori interni per il monitoraggio della qualità degli ambienti, la presenza e il numero di punti di ricarica per veicoli elettrici, sistemi di stoccaggio dell’energia, ed altri.


Fonte[2]

Per quanto riguarda la classe energetica, essa sarà espressa con una lettera da A a G. La classificazione “A” corrisponderà agli edifici a emissioni zero, mentre la classificazione “G” corrisponderà agli edifici con le peggiori prestazioni nel Paese. Ci sarà anche la possibilità di definire una classe di prestazione energetica “A+”, per gli edifici con prestazione energetica ancora migliore degli edifici a emissioni zero e che generano annualmente in loco una quantità di energia rinnovabile superiore a quella che consumano.

Inoltre, come ulteriori novità su questo tema, la Direttiva EPBD IV prevede importanti misure in merito alla creazione di banche dati nazionali sulla prestazione energetica degli edifici. Saranno inoltre introdotti i sistemi di passaporto per la ristrutturazione degli edifici, che consistono in tabelle di marcia da fornire ai proprietari di immobili che intendono ristrutturare il loro edificio in più fasi. Queste misure mirano chiaramente a migliorare la disponibilità di informazioni e la loro qualità, facilitando sia il lavoro delle autorità pubbliche e delle istituzioni finanziarie che gli interessi dei cittadini che desiderano avviare dei processi di ristrutturazione.

In definitiva, in questo articolo ti abbiamo presentato le principali novità dell’importante Direttiva EPBD europea sulla riqualificazione e costruzione dei nuovi edifici ad elevata efficienza e sostenibilità. Questo tema verrà approfondito da noi in successivi articoli… e ti raccomandiamo di non perderteli!

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ELENCO DELLE FONTI:

[1]https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/energy-efficient-buildings/energy-performance-buildings-directive_en?utm

[2]https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202401275&pk_keyword=Energy&pk_content=Directive

[3]https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_24_1966

[4]https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/energy-efficient-buildings/nearly-zero-energy-and-zero-emission-buildings_en?utm

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