L’Italia è un Paese il cui settore energetico è in vivace evoluzione negli ultimi anni. Inoltre, da un punto di vista di approvvigionamento energetico, si tratta di uno Stato strettamente interconnesso con molti altri soprattutto a livello europeo.
Molto spesso ci si interroga su quale sia la reale domanda degli italiani di energia, quali siano i settori che consumano maggiormente e quali siano i meccanismi attraverso i quali si produca questa energia necessaria.
Inoltre, soprattutto alla luce di alcuni recenti eventi geopolitici, come lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, sono diventati particolarmente caldi temi come quello dell’indipendenza energetica nazionale e su come aggiornare questi meccanismi produttivi di energia per aumentare la capacità del nostro Paese di produrre internamente l’energia necessaria.
In questo articolo, dunque, analizziamo meglio gli andamenti più recenti della domanda energetica italiana, le fonti di produzione energetica nazionale, i principali settori di utilizzo e le strategie adottate per soddisfare il fabbisogno energetico.
Alcuni concetti fondamentali: fabbisogno e disponibilità energetica nazionale
Quando si parla del fabbisogno energetico di un Paese, un indicatore molto importante da esaminare è denominato disponibilità energetica lorda: essa rappresenta la quantità totale di energia che un Paese come l’Italia può utilizzare in un dato anno per soddisfare il proprio fabbisogno energetico.
Analizzare la disponibilità energetica lorda consente dunque di valutare se il Paese ha sufficiente energia per coprire il fabbisogno energetico interno. Inoltre, essa può essere utilizzata per valutare la dipendenza del Paese dalle importazioni e dagli scambi commerciali di energia con gli altri Paesi.
La disponibilità energetica lorda è il risultato del contributo di tre componenti principali:
- Energia prodotta internamente in qualsiasi forma (termoelettrica, idroelettrica, biomassa, geotermica, energia rinnovabile, …)
- Importazioni ed esportazioni sia di corrente elettrica attraverso le interconnessioni internazionali (con Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Montenegro, Grecia, Malta, Corsica[1]) e che di materie prime energetiche come petrolio e gas
- Variazione delle scorte nazionali di gas naturale e petrolio[2,3]
La disponibilità energetica lorda è dunque data dalla somma dell’energia prodotta internamente al Paese e di quella importata (al netto delle esportazioni), alla quale va aggiunta o sottratta la variazione dell’energia nelle scorte. Guardiamo dunque più da vicino il fabbisogno e la disponibilità energetica in Italia.
Analizziamo la situazione del fabbisogno e della disponibilità energetica attuale
Nella Relazione Annuale sulla Situazione energetica nazionale 2024[4], il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha fatto il punto della situazione energetica italiana nel 2023, dai punti di vista della domanda energetica e dei suoi usi correnti all’interno del Paese.
Dal punto di vista del recente fabbisogno energetico italiano, da questo rapporto si evince come rispetto al 2022, nel 2023 siano calate sia la domanda complessiva di gas naturale che la richiesta di energia elettrica. In particolare, nel 2023 la domanda del gasin Italia è stata pari a 61,7 miliardi di metri cubi in totale, in riduzione di 7 miliardi di metri cubi (-10,3%) rispetto al 2022. È inoltre emerso inoltre come la richiesta di energia elettricanel 2023 sia stata pari a 305,0 TWh, in calo del 3,2% rispetto all’anno precedente.
Come anche riassunto nella figura sotto, nel 2023 è aumentata la produzione nazionale di fonti energetiche del 4,1%, mentre sono diminuite del 9,9% le importazioni nette di energia.

Fonte: MASE [4]
In relazione ai decrementi nella domanda di gas ed energia e alla riduzione delle importazioni, nel 2023 è diminuita dunque anche la disponibilità energetica lorda italiana. Precisamente, essa si è attestata a 143.961 migliaia di tonnellate equivalenti (ktep) di petrolio, con una riduzione del 4,4% rispetto al 2022.
È importante notare come la varizione del rapporto tra la quota di importazioni nette e la disponibilità energetica lorda(indicato in verde in figura) rappresenta un indicatore del trend di dipendenza del Paese dall’estero. Infatti, all’aumentare di tale rapporto, una maggiore frazione dell’energia disponibile nel Paese proviene dall’estero. Si può osservare come tra il 2022 e il 2023 questo rapporto sia diminuito del 5,8%. Questo è in linea con la diminuzione di importazioni e l’aumento di produzione interna di energia. Inoltre, come vedremo nel seguito di questo articolo, questo può essere visto come un primo risultato delle misure recentemente adottate in lotta alla dipendenza energetica da Paesi esteri soprattutto extraeuropei, che puntano ad aumentare la produzione interna di energia, soprattutto attraverso fonti rinnovabili[5].
Come viene prodotta l’energia primaria italiana?
Vediamo ora dunque come il nostro Paese riesce a soddisfare il prorpio fabbisogno energetico grazie alla produzione interna di energia. Se guardiamo alla suddivisione dei metodi di produzione di energia per il fabbisogno italiano nel 2023 indicata nel grafico a torta nella figura sopra, la fonte termoelettrica tradizionale rimane quella maggioritaria (circa il 55% del totale, corrispondente a 146,6 TWh di produzione lorda). Al contrario la fonte idroelettrica, si attesta a 42 TWh, corrispondente al 15% del totale di energia prodotto e la geotermoelettrica al 2% con 5,7 TWh. È importante sottolineare come le produzioni eolica e fotovoltaica abbiano segnato un massimo storico nel 2023 rispettivamente con 23,3 TWh e 30,7 TWh, segnando un incremento complessivo dell’11,1% rispetto al 2022. Inoltre, ancora ulteriori aumenti di queste fonti sono aspettati nei prossimi anni a seguito dell’attuazione dei piani attualmente in corso.
Produzione e consumo di energia in Italia: l’analisi per settori
Per completare la nostra analisi, esaminiamo ora meglio come vengono utilizzate sul territorio italiano le risorse energetiche. Nella figura in basso a sinistra, viene riportata la suddivisione dei consumi dell’energia consumata a livello nazionale nel 2023 per i diversi settori di utilizzo. Si può notare come il settore dei trasporti sia responsabile per il 34,4% dei consumi energetici complessivi del Paese. I consumi in questo settore avevano risentito notevolmente della post-pandemia da Covid-19 e avevano visto una crescita nel biennio 2021-2022, dovuto alla ripresa dalla pandemia. Ora invece le stime suggeriscono una stabilità dei consumi di questo settore nel 2023.

Fonte: MASE[4]
Analizzando invece l’energia complessivamente utilizzata dalle famiglie (figura in alto a destra) si può notare come essa sia diminuita complessivamente del 7,3% dal 2021, attestandosi su un livello pari a 49.315 Ktep. Si può notare inoltre come questa riduzione sia principalmente dovuta a una diminuzione dei consumi energetici domestici, che includono: riscaldamento, raffrescamento, riscaldamento acqua sanitaria, uso cucina, illuminazione ed elettrodomestici.
È interessante notare come, sebbene i consumi familiari siano progressivamente diminuiti dal 2021, la corrispondente spesa sostenuta per l’acquisto di energia è invece cresciuta nel triennio del 28,1%. Questo può essere attribuito soprattutto al grande aumento registrato nel 2022 del prezzo del gas naturale, dell’elettricità e dei prodotti petroliferi. Comunuque, tra il 2022 e il 2023 si registra una diminuzione della spesa energetica totale pari al 4,2%, che porta ad attestarsi su circa 101,6 miliardi di euro.
In definitiva, l’analisi della domanda e della disponibilità energetica in Italia evidenzia un Paese impegnato a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dalle importazioni e ad aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili.
Anche i leggeri cali complessivi dei consumi sembrano dati incoraggianti di una popolazione sempre più consapevole degli usi dell’energia.
Tuttavia, rimangono molte le sfide da affrontare per garantire un approvvigionamento sicuro, stabile ed economicamente sostenibile e la strada delle fonti rinnovabili sembra attualmente quella da percorrere. Dunque, guardare al futuro significa investire in tecnologie rinnovabili e sostenibili, migliorare l’efficienza energetica e rendere la transizione ecologica una priorità condivisa per cittadini, imprese e istituzioni.
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ELENCO DELLE FONTI:
[1]https://dati.terna.it/trasmissione#scambio-commerciale-estero
[2]https://www.snam.it/it/stoccaggio/Processi_Online/Magazzino/informazioni/gas-stock/gas_stock.html
[4]https://www.mase.gov.it/sites/default/files/Relazione%20Situazione%20Energetica%20Nazionale_%202023.pdf [5]https://temi.camera.it/leg19/temi/interventi-per-ridurre-la-dipendenza-energetica-dall-estero.html


