Facciamo un punto sulle energie rinnovabili: Cosa c’è da sapere sugli impianti eolici

Il vento è una risorsa inesauribile e generalmente diffusa sul nostro Pianeta e da sempre l’uomo ha trovato modi e creato tecnologie per sfruttarlo al meglio e compiere imprese altrimenti impossibili.

Così come ha fatto in passato con le barche a vela o con i mulini a vento, con l’avvento dell’era tecnologica, l’uomo ha trovato anche il modo di sfruttare la potenza del vento per generare energia elettrica pulita!
Vi sarà sicuramente capitato, magari durante un viaggio in auto o dal finestrino di un treno, di rimanere affascinati da grandi strutture con grandi pale che, un po’ come le girandole con cui si gioca da bambini, ruotano assecondando i movimenti del vento: ovviamente stiamo parlando delle turbine eoliche, strutture in grado di sfruttare il movimento naturale del vento per ricavare energia elettrica con zero emissioni di CO2.
La prima turbina eolica in grado di produrre elettricità, è stata creata dallo scozzese James Blyth nel 1887 per alimentare la propria casa, mentre in Italia abbiamo dovuto aspettare quasi un secolo per le prime installazioni di impianti eolici, avvenute negli anni ‘80.


Un focus sulle tipologie di impianti

Innanzitutto è necessario distinguere gli impianti esistenti in tra generatori eolici ad asse verticale e orizzontale.
Ipiù comuni sono i generatori eolici ad asse orizzontale , meglio conosciuti come aerogeneratori . Questi a loro volta possiamo distinguerli in 3 tipologie:
1. On-shore: sono installati sulla terra ferma, soprattutto nelle aree pianeggianti molto ventose o sulle colline;

2. Near-shore: sono installati vicino alla costa, entro 3 km di distanza dalla terra;



3. Off-shore: sono installati nei laghi o in mare, a diverse miglia di distanza dalla costa, in modo da ridurre l’impatto sul paesaggio e sfruttare nel miglior modo il vento in mare aperto.Gli impianti più diffusi in Italia sono quelli on-shore e sono formati da una torre in acciaio di altezze tra 60 20 e i 1 2 0 0 metri, mentre le pale hanno lunghezze variabili tra i 20 e i 90 metri. Gli aerogeneratori di tagli maggiore installati in terra ferma possono generare fino a 6MW di potenza e soddisfare i consumi elettrici di 7500 famiglie.

Essi sono dotati di un sistema in grado di orientare la turbina eolica facendola girare rispetto all’asse verticale, in modo che il rotore si trovi sempre frontalmente rispetto al vento e garantire, in questo modo, il miglior rendimento possibile.
Come si fa a ricavare energia dal vento?
Gli aerogeneratori sono composti da 3 diversi elementi che, insieme, permettono di catturare il vento per produrre energia:

  1. le pale eoliche;
  2. il rotore, che consiste nell’insieme delle parti rotanti;
  3. il generatore elettrico.


Quando il vento soffia, la sua forza attiva le pale il cui movimento innesca un rotore. Il moto del rotore viene trasmesso ad un moltiplicatore di giri che ne accelera la rotazione iniziando a generare energia cinetica che viene trasformata in corrente tramite il generatore elettrico al quale è connesso.
In questo modo viene prodotta energia 100% pulita e rinnovabile!

Gli aerogeneratori sono collocati in parchi eolici, all’interno dei quali gli impianti sono connessi tra loro tramite un sistema di cavidotti interrato. Attraverso questo sistema, l’energia prodotta da ciascun aerogeneratore viene trasmessa e accumulata in una cabina-stazione di consegna, per poi essere a sua volta immessa nella rete elettrica per soddisfare i fabbisogni energetici di famiglie e aziende.

Energia eolica: un po’ di dati
Secondo i dati presenti nel Rapporto statistico rilasciato dal Gestore Servizi Energetici – GSE nel 2023, ben il 18% del contributo alla produzione complessiva di energia elettrica rinnovabile prodotta nel 2021 è derivato dagli impianti eolici, con una produzione di energia pari a 20.927 GWh.

Secondo il report, gli aerogeneratori presenti in Italia al 2021 erano 5.731, di cui il 24,9% in Basilicata e il 21,1% in Puglia.
La potenza eolica installata era, invece, pari a 11.289,8 MW e la regione con la maggiore potenza installata risultava essere la Puglia con 2.759 MW (24,4%), seguita da Sicilia (17,8%) con 2.014 MW e Campania (15,7%) con 1.771 MW, poiché in queste zone c’è maggiore ventosità e possibilità di ricavare energia.[1]

Guardando la situazione energetica a livello globale, dai dati pubblicati da Our World

in Data, emerge che nel 2023 la produzione da impianti eolici in Danimarca è stata pari al 47,84% del totale, a seguire poi Uruguay con il 43,04% e Lituania con il 32,58%, mentre in Italia solo il 7,4% di elettricità è stata prodotta tramite energia eolica.

Come confermato dai dati del Global Wind Energy Council – GWEC, nel 2022 la capacità eolica installata a livello globale era di circa 743 GW e ciò ha permesso di ridurre di 1,1 miliardi di tonnellate le emissioni di CO2: di questi, tra i primi Paesi spicca la Cina con una capacità installata di 265,96 GW, seguita dagli USA con 140,86 GW e l’India con 41,93 GW.
Il Global Wind Energy Council prevede, però, che per soddisfare gli obiettivi della COP28 di triplicare l’energia rinnovabile entro il 2030, dovranno essere aggiunti circa 320 GW di nuovi impianti eolici all’anno!

Vantaggi e svantaggi impianti eolici

L’energia eolica è inesauribile, economica e pulita. Permette di eliminare completamente le emissioni di CO2 e rappresenta una soluzione concreta per combattere il cambiamento climatico!
È importante però non trascurare il fatto che anche questa tecnologia ha un suo costo ambientale, legato alla estrazione dei materiali e alla produzione delle turbine. A questo si aggiunge il fattore imprevedibilità e incostanza del vento: la sua totale assenza, infatti, implica una produzione di energia nulla per quel periodo di tempo, mentre se supera il 90 km/h comporta l’arresto forzato delle turbine per evitare danneggiamenti al rotore.
Ulteriori questioni, non assolutamente secondarie, sono quelle legate all’impatto paesaggistico e all’inquinamento acustico generato dal movimento delle pale.

Impianto eolico domestico: cosa è

L’impianto eolico domestico costituisce la soluzione ideale per tutte le abitazioni che si trovano in zone in cui il vento è presente in maniera consistente (serve almeno una velocità media annuale del vento ad altezza mozzo di 5-6m/s. Hanno generalmente potenze comprese tra 1 e 5 kW.

Si distinguono due tipologie di impianti:

  1. Turbina eolica ad asse verticale

Questi mini-impianti sono generalmente costituiti da tre pale eoliche di dimensioni contenute e un generatore eolico di 3 kW: necessitano di essere installati in una zona in cui le pale possano facilmente essere esposte alla forza del vento. Per questo vengono installati su una struttura dedicata (costituita da fondazione e palo di supporto). E’ da prestare attenzione ad installare l’aerogeneratore ad una adeguata distanza dagli edifici, sia per motivi di rumorosità che di sicurezza, ma talvolta è possibile installare piccoli aerogeneratori anche direttamente sugli edifici.

  1. Turbina eolica ad asse orizzontale

Questa soluzione -soprattutto di piccola taglia- è particolarmente indicata per edifici residenziali con tetti piani o piccoli terrazzi, in quanto richiede l’installazione di una torre di sostegno che garantisca la corretta distanza delle pale eoliche dalla superficie del tetto. Funziona benissimo anche con poco vento e cattura l’energia da qualsiasi direzione. Inoltre, è molto resistente alle raffiche.

Il costo di un impianto eolico domestico è variabile e dipende da numerosi fattori, come il modello e la marca della turbina, la sua dimensione e la capacità di produzione energetica.

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ELENCO DELLE FONTI

[1]https://www.gse.it/documenti_site/Documenti%20GSE/Rapporti%20statistici/Rapporto%20Statistico%20GSE%20-%20FER%202021.pdf – da pag. 62 a 71

[2]https://ourworldindata.org/grapher/share-electricity-wind – vedi chart

[3]https://ourworldindata.org/grapher/cumulative-installed-wind-energy-capacity-gigawatts?tab=map&country=~SAU

[4]https://gwec.net/global-wind-report-2024/

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