Nella società moderna, gli spostamenti quotidiani di corta e lunga distanza sono parte integrante della nostra vita personale e professionale. Tuttavia, la crescente domanda di mobilità esercita un impatto significativo sulla domanda di combustibili fossili, sul clima globale e sulla qualità dell’aria. Il settore dei trasporti è fondamentale per il funzionamento della nostra società, ma è anche tra i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti atmosferici.
Oggi, dunque, si evidenzia la necessità di una transizione verso soluzioni più sostenibili, le quali sono attualmente coincidono con la transizione ai motori elettrici. Decarbonizzare il settore dunque non è solo una sfida, ma una delle chiavi per affrontare il cambiamento climatico e ridisegnare dal punto di vista tecnologico la nostra società.
In questo articolo approfondiremo l’impatto dei trasporti sull’ambiente e sui rapporti economici globali, focalizzandoci al panorama europeo ed italiano, con i principali programmi e misure attualmente in atto. Cominciamo!
Il ruolo cruciale del settore dei trasporti nelle emissioni globali
Il settore dei trasporti è una delle principali fonti di emissioni di gas serra a livello globale e riveste un ruolo cruciale nella lotta contro il cambiamento climatico.
Secondo il report ITF Transport Outlook 2023, dell’International Transport Forum dell’Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico (OCSE)[1] il settore dei trasporti è responsabile del 23% delle emissioni globali di CO2 nel settore energetico (che comprende anche la produzione di energia elettrica, il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici ed i processi industriali).
Secondo il Rapporto “Decarbonizzare i trasporti – Evidenze scientifiche e proposte di policy”, elaborato dagli esperti della Struttura Transizione Ecologica della Mobilità e delle Infrastrutture (STEMI) e dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS)[2], in Italia, nel 2019, il settore dei trasporti era responsabile del 25,2% delle emissioni totali di gas serra, con il 92,6% attribuibile al trasporto stradale. Inoltre, a differenza di altri settori, le emissioni dei trasporti sono aumentate del 3,2% rispetto al 1990.
Inoltre, è importate inoltre rimarcare che oltre alla CO2 e ad altri gas serra, i trasporti contribuiscono in modo sostanziale all’immissione nell’atmosfera di altri inquinanti atmosferici, come ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), polveri sottili (PM) e monossido di carbonio (CO). In particolare, per queste emissioni, l’Italia è dal 2020 sotto procedura d’infrazione europea per il mancato rispetto delle Direttive sulla qualità dell’aria[3].
Le considerazioni geopolitiche globali: materie prime e sostenibilità La dipendenza dei trasporti e di altri settori dai combustibili fossili genera vulnerabilità sociali ed economiche estremamente rilevanti. Questo è stato messo in luce in maniera lampante da alcuni recenti avvenimenti drammatici, come lo scoppio della guerra in Ucraina, o instabilità politiche in altri Paesi esportatori petrolio, che producono costanti aumenti dei prezzi del gas naturale e delle materie prime petrolifere.
Per affrontare questo problema, si è evidenziata l’importanza di intraprendere azioni per migliorare l’indipendenza energetica e garantire la stabilità dei prezzi. In Europa, si può dire che questo programma sia attualmente in atto principalmente grazie al progetto RePowerEU[4], oltre che con il piano d’azione del Green Deal[5]. In particolare, all’interno di questi piani, decarbonizzare i trasporti vuol dire molto spesso elettrificarli. Infatti, le principali strategie attuali di decarbonizzazione dei trasporti consistono nella transizione verso i veicoli elettrici.
È importante notare come questo abbia importanti conseguenze a livello di rapporti commerciali e scambi economici. Infatti, la maggiore diffusione di veicoli elettrici in Europa comporta un aumento significativo della domanda di materie prime critiche, come litio, nichel e cobalto, fondamentali per la produzione delle batterie di questa tipologia di veicoli.
Il punto cruciale quindi diventa costruire catene di approvvigionamento consistenti per questi materiali, le quali sono tuttavia attualmente scarsamente sviluppate. Da questo punto di vista, associazioni come l’European Battery Alliance[6] e l’European Raw Materials Alliance[7] sono esempi di iniziative che mirano a creare in Europa una catena del valore completa per le batterie, progettandola in un sistema di economia circolare, dalla produzione al riciclaggio dei loro materiali chiave costitutivi.
Criticità e potenzialità dei trasporti elettrici in Italia
Come evidenziato nel già citato rapporto “Decarbonizzare i trasporti – Evidenze scientifiche e proposte di policy”[2], le più recenti panoramiche sul settore dei trasporti in Italia mostrano numerose problematiche nella struttura del settore.
Innanzitutto, dal punto di vista delle reti di trasporto locale, appaiono molteplici i deficit ancora presenti, così come risulta marcata la disomogeneità territoriale nella disponibilità di infrastrutture.
Invece, dal punto di vista dei veicoli elettrici per mobilità privata è presente la necessità di investire maggiormente nelle infrastrutture di ricarica, al fine di supportare una diffusione su larga scala di questi mezzi di trasporto ed incentivarne l’utilizzo. Inoltre, un’altra problematica è quella legata all’adeguamento dell’intera rete elettrica, al fine gestire l’aumento della domanda di energia elettrica a seguito di un utilizzo più massivo di veicoli elettrici.
L’impegno dell’Italia per una mobilità sostenibile: il PNRR e il pacchetto Fit for 55
Per affrontare queste criticità, due sono attualmente le strategie guida nel nostro Paese. Innanzitutto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)[8] si configura come il più pratico dei motori attuali verso la transizione dei trasporti sostenibili. Infatti, tra le misure principali del piano figurano anche la promozione del trasporto pubblico, investimenti nel trasporto ferroviario e sperimentazioni sull’uso dell’idrogeno per i trasporti pesanti.
Parallelamente, a livello europeo, a muovere il passaggio verso trasporti elettrici attualmente è il pacchetto Fit for 55 dell’Unione Europea[9]. Questo in quanto la raccolta di direttive impone una riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030, ed è evidente come per ottenere questo sia necessaria una concreta elettrificazione del settore dei trasporti.
In definitiva, il futuro del settore dei trasporti procede verso il progressivo abbandono dei combustibili a base di petrolio, con conseguenti vantaggi a livello ambientale e sociale. Decarbonizzare il settore dei trasporti è un bisogno stringente della nostra epoca e per garantire un’attuazione efficace di questa transizione è ideale un approccio coordinato tra politica, grandi industrie e comuni cittadini.
Infine, promuovendo la nascita di nuove associazioni e nuove forme di scambi commerciali, il processo di decarbonizzazione potrebbe addirittura rappresentare un’opportunità per rilanciare l’economia europea, nonché un terreno fertile per la nascita e diffusione di tecnologie innovative che migliorano la qualità della vita di tutti nei nostri trasporti.
Noi di Wonety abbracciamo in pieno il cambiamento verso la mobilità sostenibile, e crediamo fortemente nelle opportunità di cooperazione che possono nascere all’insegna della decarbonizzazione dell’intero settore dei trasporti privati e pubblici. Per questo forniamo ai nostri utenti i consigli più utili per promuovere in maniera efficace la sostenibilità nei propri trasporti privati e nell’utilizzo dei mezzi pubblici. Inoltre, siamo aperti a qualsiasi forma di collaborazione con chi sia interessato ad utilizzare la nostra piattaforma come mezzo di diffusione affinché le proprie tecnologie raggiungano i giusti destinatari.
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ELENCO DELLE FONTI
[1]https://www.itf-oecd.org/sites/default/files/repositories/itf-transport-outlook-2023-summary-en.pdf
[3]https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:62018CA0644
[4]https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-recovery-plan/repowereu/
[5]https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it
[8]https://www.italiadomani.gov.it/it/home.html
[9]https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A52021DC0550


